Il sesto giorno.
Le ragazze si svegliano, più attive che mai. Loro, non io ovviamente.
Decidono che devono andare a vedere un bla bla bla di cose che io alle 9.30 del mattino non capisco e non voglio nemmeno capire. Decido di rimanere a letto.
Mi sveglio, litigo con la doccia fredda, e coi bambini che strillano, i vicini romani che cantano i cori dello stadio, sporco le lenzuola con i muffin, do una ripulita generale e mi preparo. Pronta per uscire.
Bene, dove vado?
Sento Matteo, un mio amico che era stato sei mesi a vivere qui. Mi scrive di raggiungerlo dai suoi ex coinquilini in Tower Bridge.
Bene, ce la posso fare.
Stavo andando convinta in London Bridge.
Ho finito i soldi nel telefono.
Seguono una serie di avvenimenti che mi portano ad arrivare ad Elephant and Castle, il regno degli arabi. A chi chiedo indicazioni?
Un simpatico poliziotto mi aiuta dandomi le indicazioni sbagliate.
Alla fine ce la faccio, so dove devo andare, che bus devo prendere.
Il 188, fermata dopo Bricklayer.
Ovviamente io scendo a Bricklayer. Va beh, brava Ester. Cammino.
E ora?
PANICO
Resto a vagare, poi urlo: "Teooooooooooooooo!" Mi sentono. Quello lì oggi mi vuole bene.
Ciò che mi aspettava era un Gregorio sardo e cuoco, un Alessandro che abita poco distante da dove vivo io, una Maria di Milano, un Sava e la sua donzella e ovviamente Matteo. Ciò che mi aspetta è una grigliata all'italiana.
DEL CIBO VERO!
Lo bramo con gli occhi per ore.
Scendo a prendere le birre, sono l'ospite.
Mangio costate, peperoni, formaggio, tonno, ananas, tutto buonissimo. AH L'ITALIA. Potete dire quelcazzochevolete, ma il CIBO ITALIANO e preparato dagli ITALIANI è qualcosa di paradisiaco, soprattutto se vai avanti a panini e cose a caso da cinque giorni.
In tutto questo le mie donne erano a fare le turiste, un po' in pensiero per la sottoscritta.
Facciamo un giro per Camden Town e poi casa. La mia casa, la nostra reggia.
Entro con sei birre. Mi aspettano con altrettante birre.
Mi dicono che si è sentita la mia mancanza. Aaaaah le mie donne.
Mi sto rendendo conto è che il tempo non esiste più, non serve. Tutto succede quando deve succedere.
Tutte le parole che ci stiamo letteralmente LANCIANDO, per una volta non sono sprecate, per una volta sono estremamente preziose.
Tutti i silenzi che ci uniscono parlano molto più forte.
La musica di sottofondo sembra essere sempre perfetta.
Sembra essere la nostra colonna sonora.
"Vedi cara"- Guccini: è difficile spiegare, è difficile capire, se non hai capito già.
Penso di aver capito.
Tutti quei disegnini malefici di Quello lì sono serviti solo e unicamente per portarci qui, su questi letti.
Quattro ragazze, i loro computer, i loro pensieri, la stessa brezza della scorsa sera.
Partite senza realmente conoscersi, ed ora tenute insieme da un filo invisibile di interessi, emozioni, parole ed avventure.
Probabilmente, penso ora, Quello lì stava proprio disegnando Brick Lane sulla sua Moleskine.
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