Mi addormento con la voce doppiata di Anthony Hopkins, 'Il silenzio degli innocenti'.
Abbiamo anche la serata film, nel nostro appartamento.
I letti in camera ora sono solo due.
Uno matrimoniale.
L'altro, singolo.
Du è partita ieri mattina presto.
Ci ha lasciato una scritta a rossetto sullo specchio del bagno.
Siamo rimaste noi tre.
Oggi se ne aggiungono due, di donzelle, alla nostra vacanza.
Mia sorella e una delle sue più care amiche.
Oggi è lunedì.
Mi sveglio tra le mie lenzuola rosa.
Mi fanno sentire decisamente a casa.
Pao è uscita presto, oggi comincia il corso di fotografia.
Io di corsi da seguire non ne ho.
Dovevo farne uno alla St.Martins, 100 progetti di design in una settimana.
Dovevamo arrivare a Londra, informarci e prenotare.
Di tempo non ne abbiamo avuto, così è saltato tutto.
Poco importa, a questo punto.
Ho più tempo per scrivere, per vedere la città a modo mio.
Lo considero una sorta di ritiro spirituale.
'Cosa faccio oggi?'
Lavatrice.
Devo fare la lavatrice, non ho più vestiti puliti.
Apro la lavatrice, ok, scherzavo.
Richiudo lo sportellino.
Una puzza disgustosa.
Laverò tutto a mano, è l'unica soluzione.
Riempio un cesto di vestiti.
Ipod nelle orecchie.
Gogol Bordello.
Questa musica 'rustica', mentre lavo i miei vestiti nella vasca da bagno, mi fa
sentire una lavandera.
Rido e penso che sto imparando a cavarmela, in un modo o nell'altro.
Stendo tutto sul nostro stendipanni tutto storto.
Poi mi vesto.
Eccomi qui, adesso, sul nostro balcone 'da sogno'.
Mani alla tastiera.
Scrivere qui è veramente un casino.
Quando è nuvolo va bene, ma ogni dieci minuti ricompare il sole,
e non vedo un accidente sullo schermo.
Scrivo cose a caso.
L'abbiamo detto noi, che sarebbe stata la vacanza delle cose a caso.
Ester è sdraiata sul letto, la vedo dalla finestra.
Dorme ancora.
Ore 10.55. Prima sigaretta della giornata.
Aspetto che mi chiami mia sorella, per raggiungerla non so dove.
Programmi e progetti per la settimana: andare a vedere il musical
di Sister Act, e visitare l'acquario di Londra.
Ah sì, e riuscire a far si che i panni si asciughino.
In questa casa tenere le finestre aperte è quasi impossibile.
Sono di quelle che si alzano da sotto, non so nemmeno come
spiegarvelo.
Fatto sta che ci sono due pentole, a tenere aperta una delle
finestre.
Asciugatevi, panni.
Asciugatevi, ho bisogno di voi.
Nessun commento:
Posta un commento