domenica 25 luglio 2010

A CASO UN BEL CAZZO. E.

A caso un bel cazzo.
Si parla di una Londra Puttana che per 3 fottutissimi giorni non fa altro che sputarci in faccia.
Si parla di una serie di avvenimenti, a mio avviso, scritti su una splendida Moleskine rosso fuoco. Disegnati apposta per noi e non con una Bic, salcazzo con quale pregiatissima penna Quello lì ha voluto trasportarci in questa odissea, salcazzo quante glie ne ho dette dietro, a Quello lì.
Ma va bene così, non mi metto a ripetere tutto quello che è successo in questi splendidi giorni, finirei per diventare prolissa e davvero poco fine. Tra le altre cose io e il Bon Ton non siamo mai stati troppo amici.
Dunque ora siamo qui. Abbiamo trasformato una bettola in una specie di reggia, o forse le birre, complici, alterano le percezioni e fanno sembrare tutto più bello.
Ci sono le candele, la musica, una leggera brezza che entra dalla finestra, dei vicini che si riproducono in modo esponenziale perennemente in coma etilico e delle patate che cercano di bollire da circa 2 ore. E poi c'è la birra. Che Quello lì benedica la birra.
Ora SEMBREREBBE tutto in discesa, ora SEMBREREBBE davvero una vacanza.
Aspetto che qualcuno venga a prelevarmi dalla NOSTRA reggia, aspetto di camminare tra le strade di una Londra che ho iniziato a vedere con occhi diversi solo oggi.
Ho appena rovesciato la birra.
Vorrei potervi parlare di tutti i retroscena di questa vacanza, ma poi anche no.
Quelli me li tengo per me, insieme ai sorrisi.
Sono passati pochi giorni e ne sono successe di ogni, ci siamo scoperte, riscoperte, conosciute, volute bene. Abbiamo riso. Quanto abbiamo riso.
Tutto sommato ce la siamo anche cavata bene.
Tutto sommato credo proprio che queste quattro inette si meritino gli applausi.
Non troppi.
Non vorrei che Quello lì ci sentisse e tornasse alla carica più stronzo che mai.
Vorrei che Quello lì pensasse alla fame nel mondo e al surriscaldamento globale, invece che alla vacanza londinese di quattro aitanti donzelle.
Vorrei svegliarmi domani senza mal di testa e senza dei marmocchi urlanti alla finestra.
Vorrei che la mia tenera e educata compagna di letto smetta di bere birra e ruttare (ma poi anche no).
Vorrei un sacco di cose, ma non è detto che tutti i miei desideri vengano esauditi.
Sussurriamoli.
Teniamoceli stretti.
Andiamo avanti.

Il sesto giorno.

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