giovedì 29 luglio 2010

l'aria condizionata da starbucks genera cagotto. E.

Ok ci sono anche io.
Partiamo dal presupposto che io non sono una scrittrice di stocazzo quindi ho anche i miei tempi di ispirazione e produzione, contornati da un pizzico di pigrizia, lo ammetto.
Tre giorni alla partenza.
I primi tre giorni sono sembrati infiniti, questi ultimi tre so già che voleranno via con un velo di tristezza.
Non so neanche da dove iniziare a raccontare tutto quello che è successo in questi giorni. Ogni volta che mi succedeva qualcosa già me la immaginavo scritta a computer con uno splendido Helvetica corpo 12. Invece no, il divertimento, la voglia di fare, di sperimentare, di vedere e anche di farsi vivere hanno vinto su tutto.
Rimane il ricordo delle solite passeggiate tra le vie, i mercati, i musei. Rimane l'odore forte di ogni cibo che abbiamo assaggiato, di quelli provenienti da ogni parte del mondo ma soprattutto dei beigel. Voi non potete capire. Potessi barattare le mie amiche per un centinaio di beigel con burro, pollo, pomodori, insalata, formaggio e maionese, vi giuro che lo farei senza pensarci due volte.
Paradisiaci.
Rimane il ricordo delle serate passate su una graziella in due, girando di locale in locale, bevendo sotto casa, invitando mazzi di gente nei nostri 30 mq di bella vita.
Rimane il ricordo di ogni persona improbabile conosciuta, di ogni posto visto, di ogni bancarella che ci ha stregato.
Rimangono pochi soldi, pochi giorni, troppe cose ancora da fare e da vedere.
Rimangono 3 giorni per capire che Londra sarà solo un ricordo, una volta tornati nel caldo torrido di Milano e limitrofi.
Si c'è un velo di malinconia. Sarà perché Paola sta cantando (a modo suo) canzoni da taglio di vena in verticale. Anzi no, Harakiri diretto, ha iniziato con Lady Gaga.
Sarà che le patate stanno bollendo da un' ora ma non sono mai pronte. Sarà che anche loro hanno perso la cognizione del tempo.
Sarà che quelli del piano di sotto lanciano sul nostro terrazzino/giardino dell'eden, le loro bottiglie di vodka. Mi mancheranno un sacco, quei simpaticoni.
Saranno un sacco di cose. Ma questo posto me lo ricorderò sempre come "un po' casa mia".
Quindi concedetemi il velo di tristezza.
Quindi concedetemi l'ennesima altra birra.

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