giovedì 22 luglio 2010

Customer Notice - J.

Non mi è mai piaciuta la birra.
Stasera ha un gusto diverso, non così amaro come pensavo.
Per cena Ester cucina wurstel. Nemmeno quelli mi piacciono più di tanto.
Lei, oltretutto, li frigge.

Ester Bianchi, dovete sapere, friggerebbe qualsiasi cosa.
Il fritto non mi piace, ma stasera mi adeguo, con un sorriso sulle labbra,
consapevole, in realtà, che io non saprei certamente fare di meglio.

Abbiamo sistemato la nostra casa come potevamo. Ora ci sembra quasi una reggia.
La camera da letto è la stanza che preferisco. Quattro letti attaccati, tutti con
lenzuola diverse e colorate, sui toni del rosa.

Siamo proprio donne, non c'è niente da fare.
La seconda zona della casa che preferisco è il terrazzo. In realtà non si tratta
propriamente di un terrazzo, ma di un tetto.
Dobbiamo regolarmente uscire dalla finestra, facendo acrobazie di ogni tipo.
Io e Pao ce la caviamo discretamente. Ester è un ninja, incredibile. Duanne ha ancora
qualche problema, ma prima o poi l'abitudine vincerà sulla fatica.

Così stasera decidiamo di cenare sul nostro terrazzo. Un vecchio tavolino di legno,
un paio di sedie, insalata con tonno e wurstel, sei birre.

Da qui non si vedono le stelle, naturalmente. Si vede però una rassicurante mezza luna,
che illumina il nostro salottino all'aperto.

Non è facile farsi dei nemici dopo soli due giorni passati in un nuovo posto.
Noi ci siamo riuscite.

Stiamo cenando, tranquille. Ridiamo, un sacco.
Sotto di noi vivono dei francesi, a volte sembrano due, altre volte sembrano una dozzina.
Hanno letteralmente costruito un muretto di bottiglie di vodka di pessima qualità sul
loro balconcino. Si sono persino comprati l'erba finta, sintetica, i 'fuckin fuckers'.

Prima impressione: 'sembrano tipi tranquilli', mi han detto.
Mangiamo.

Una di loro, una 'donna', se così vogliamo definirla, si fa vedere.
Comincia a sbracciare come una pazza schizzata urlando 'hey guys! Do you wanna come here?
We can drink together! If you want!'
Fantastico, pensiamo. Ci siamo fatte degli amici.
Noi ringraziamo in modo educato, senza sbracciare, e soprattutto evitando di
sembrare disperatamente ubriache.

'Thanks!'
'Oh, fuck you!'.

FUCK YOU. Ce l'hanno detto per davvero. Un bel 'vaffanculo', sentito e voluto.
Alla grande. Forse la principessa francese si è resa conto che siamo donne,
non le serviamo a nulla.

Mi aspettavo un pizzico di solidarietà in più, ma non mi stupisco più di nulla, ormai.

Dopo un paio di birre a testa e una serie di risate senza fine guardando Duanne che
tenta disperatamente di non ammazzarsi rientrando in casa, eccoci qui.

Ester ed io. Da sole. Sdraiate sul letto, io sul mio, lei sul suo.
Io con il mio computer, lei con il suo.

'Hey ya', la cover commovente che ci piace un sacco. Le candele accese sul davanzale.
Il venticello fresco che entra dalla finestra.
Le voci delle nostre due compagne di viaggio che provengono dalla cucina.
Siamo calme.
Silenziose.
Scriviamo.
La mente è piacevolmente offuscata, mentre l'uomo della canzone parla d'amore e di
sentimenti.
Scriviamo ancora.
Sempre in silenzio.
Un pò mi commuovo.

Mai avrei pensato che sarei finita qui, in un buco di casa, in una zona di Londra
tanto affascinante, con una persona come lei.

Così diverse. Spaventosamente lontane.

Eppure no. Nemmeno così lontane.
Certamente...sempre più vicine.

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