martedì 10 agosto 2010

DEAR BRICK LANE. -E.


 " Partire è un po' morire
rispetto a ciò che si ama
poiché lasciamo un po' di noi stessi
in ogni luogo ad ogni istante.
E' un dolore sottile e definitivo
come l'ultimo verso di un poema...
Partire è un po' morire
rispetto a ciò che si ama.
Si parte come per gioco
prima del viaggio estremo
e in ogni addio seminiamo
un po' della nostra anima. "

Edmond Haracourt

martedì 3 agosto 2010

HO SCESO DANDOTI IL BRACCIO - E.


Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
E ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
Le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
Non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
Le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

E. Montale

domenica 1 agosto 2010

Chiudiamo con qualche fotografia - J.

La casa degli orrori (la famosa 'reggia').
Noterete le sue OTTIME condizioni.
Le due blogger a caso, tipo (cioè le due idiote che si ripetono in svariate foto).
Gli altri componenti della gang.

Dovevamo vivere in Gloucester Rd, tipo.










sabato 31 luglio 2010

Spring water - J.

Potrei raccontarvi di quanto fantastica sia la vita a Bricklane, potrei raccontarvi di tutto lo
shopping che abbiamo fatto oggi, di quanto buono fosse il panino a pranzo.
Potrei raccontarvi di quanto sia bello il clima qui in questi giorni.

INVECE NO.

Non vi racconto nulla di tutto ciò, perchè un altro racconto ben più avvincente stasera ha la precedenza.
Il racconto della seconda apocalisse, che si è abbattuta su di noi con una furia smismurata.
Qualcuno, lassù, ci ha odiato i primi giorni.
Poi ci ha regalato dieci giorni di pace e serenità, gioia infinita.
E poi è tornato all'attacco, lanciandoci la maledizione delle maledizioni.

Porca troia. Odio le parolacce, ma qui è tutto un porca troia di un porca troia stasera.

Stamattina ci svegliamo alle nove, pronte per la penultima giornata nella nostra amata Londra.
Sorpresa di prima mattina: il bagno è intasato.

Non è colpa nostra, qui c'è un problema di fondo, cioè che questa fottuta catapecchia sta
cadendo a pezzi lentamente.

Bagno intasato.
Rock 'n' roll.

Cerchiamo di risolvere il problema. Due donne. Ester ed io.
Nessun risultato. Immaginatevi che coppia.

Allora decido di lavare il pavimento come si deve, giusto perchè mi piace pulire.

Torniamo a casa per cena.
Stiamo cucinando.
La pasta.

Aspettiamo di cenare. Capito, stiamo per cenare.

Samu, lo chef della serata, resta in cucina a saltare il sugo della pasta.

Noi tre in camera, ad aspettare con una sigaretta.

'Oh. Ragazze. Ragazze. RAGAZZE!'

Ci scapicolliamo in cucina, sperando in una cagata qualsiasi, per ridere un pò.
INVECE NO.

Lo scarico del bagno, quel cumulo di schifo e acqua che non scendeva, si è trasferito nella nostra
porca troia di lavatrice, che sta in cucina.

LA LAVATRICE E' IN CUCINA.

LA LAVATRICE E' TIPO ESPLOSA, una bomba atomica.
Lo sportello è esploso come in Titanic.
Un getto d'acqua sul pavimento.

La casa sommersa, navighiamo nella melma.

ORA. ORA. ORA PARLIAMONE UN SECONDO, VE NE PREGO.

Titanic, a confronto, ha un lieto fine.
Noi il lieto fine ce lo scriviamo da sole.
Guanti in lattice, spugne di ogni genere e grandezza.
E tiriamo su la melma nella quale abbiamo rischiato di affogare.

E QUELLI LA, QUELLI DELL'AGENZIA, oggi ci hanno chiesto altre 150 sterline per l'iscrizione alla loro
AGENZIA.


'Lasciate ogni speranza voi ch'entrate.'

Grazie a Dio domani è l'ultimo giorno.
Abbandoniamo la selva oscura, l'inferno.

Ma non è ancora finita.
Ci aspettano ventiquattro ore di ansia.

VENTIQUATTRO.
Sopravviveremo?
Non lo so.

Lo saprete presto.
Sperate solo che questo non sia il mio ultimo blog.
Cazzo.

giovedì 29 luglio 2010

Una baguette sotto l'uovo. E.

Fa freddo qui.
Da Starbucks intendo. Io non la concepisco quest'aria condizionata.
Cioè si sta bene, venissero a Milano a provare il caldo.
Pff.
Giulia oggi è in vena di rompere le palle.
Le voglio bene.
Io faccio apposta a perdere temnpo perchè ha freddo e se ne vuole andare.
Sono cattiva.
Mi voglio bene.

CON IL NASTRO ROSA. E.

0.04
Con il nastro rosa - Lucio Battisti.
Oggi non siamo solo noi 3, siamo in in 5, le nostre ospiti dormono già.
Chi sa che ne sarà di noi, lo scopriremo solo vivendo.
Solita casa. 202 di Brick Lane, secondo piano.
Ora che quest' avventura, sta diventando una cosa seria.
I nostri vicini di sotto continuano a lanciarci su cose.
I nostri veri e propri vicini quelli "della porta aperta" ci chiedono dello zucchero. Noi rispondiamo che non ce l'abbiamo. Parte il gioco, gli voglio già bene.
Ci lasciano fuori dalla porta un sacchetto di zucchero, dicendo che sono dei bravi vicini.
Noi gli lasciamo una birra fuori dalla porta, bussiamo e rientriamo.
Loro rispondono con una bottiglia di vino rosso.
"No dai, che cazzo gli diamo… l'olio per friggere?" ci domandiamo noi.
Scendo a prendere della Vodka. Quella media è, perché va bene tutto ma 7£ mi sembrano già abbastanza eccessivi.
Stessa solfa, lascio la bottiglia e scappo dentro.
Loro rilanciano. Stiamo facendo una partita a poker. Loro sono uomini, hanno già praticamente vinto, lo sappiamo.
Ci lasciano una bottiglia di Malibù.
Ok, carini, simpatici, ma io non ho soldi.
Prendiamo un rotolo di carta igienica, il nostro ultimo rotolo.
IL NOSTRO ULTIMO ROTOLO.
Ci scrivo sopra che per noi è un sacrificio, che siamo delle squattrinate e che avremmo bisogno della coca cola per il Malibù.
Ci danno il fondo della coca più un rotolo di carta igienica azzurro, di quelli ultra sottili. soffice va beh, ma proprio roba cheap da uomini.
Lasciano il loro "messaggio nella bottiglia", entro in panico.
Avevo preso a cuore questo gioco, ormai è una questione di orgoglio. Non possono vincere così, dobbiamo fare la nostra uscita di classe. Inizio a frugare per la casa…trovo un tampax. E' l'unica cosa che possiamo lasciargli.
Allego un bigliettino con un po' di bla bla bla e "potrebbe esservi utile nel caso vi uscisse sangue dal naso.." SIMPATICONA.
E loro arrivano, più scontati che mai: assorbente gigante per le iper perdite/emorragie.
Questa è la nostra buonanotte.
Chissà che sarà di noi.
Con il nastro rosa.

l'aria condizionata da starbucks genera cagotto. E.

Ok ci sono anche io.
Partiamo dal presupposto che io non sono una scrittrice di stocazzo quindi ho anche i miei tempi di ispirazione e produzione, contornati da un pizzico di pigrizia, lo ammetto.
Tre giorni alla partenza.
I primi tre giorni sono sembrati infiniti, questi ultimi tre so già che voleranno via con un velo di tristezza.
Non so neanche da dove iniziare a raccontare tutto quello che è successo in questi giorni. Ogni volta che mi succedeva qualcosa già me la immaginavo scritta a computer con uno splendido Helvetica corpo 12. Invece no, il divertimento, la voglia di fare, di sperimentare, di vedere e anche di farsi vivere hanno vinto su tutto.
Rimane il ricordo delle solite passeggiate tra le vie, i mercati, i musei. Rimane l'odore forte di ogni cibo che abbiamo assaggiato, di quelli provenienti da ogni parte del mondo ma soprattutto dei beigel. Voi non potete capire. Potessi barattare le mie amiche per un centinaio di beigel con burro, pollo, pomodori, insalata, formaggio e maionese, vi giuro che lo farei senza pensarci due volte.
Paradisiaci.
Rimane il ricordo delle serate passate su una graziella in due, girando di locale in locale, bevendo sotto casa, invitando mazzi di gente nei nostri 30 mq di bella vita.
Rimane il ricordo di ogni persona improbabile conosciuta, di ogni posto visto, di ogni bancarella che ci ha stregato.
Rimangono pochi soldi, pochi giorni, troppe cose ancora da fare e da vedere.
Rimangono 3 giorni per capire che Londra sarà solo un ricordo, una volta tornati nel caldo torrido di Milano e limitrofi.
Si c'è un velo di malinconia. Sarà perché Paola sta cantando (a modo suo) canzoni da taglio di vena in verticale. Anzi no, Harakiri diretto, ha iniziato con Lady Gaga.
Sarà che le patate stanno bollendo da un' ora ma non sono mai pronte. Sarà che anche loro hanno perso la cognizione del tempo.
Sarà che quelli del piano di sotto lanciano sul nostro terrazzino/giardino dell'eden, le loro bottiglie di vodka. Mi mancheranno un sacco, quei simpaticoni.
Saranno un sacco di cose. Ma questo posto me lo ricorderò sempre come "un po' casa mia".
Quindi concedetemi il velo di tristezza.
Quindi concedetemi l'ennesima altra birra.